Il ritratto. La focale è la scelta fondamentale

La focale classica nel ritratto è un mediotele attorno all’85mm, questo è ciò che risponde un fotografo professionista. In sostanza dal 70mm al 135mm.

Ma è vero? Perché? Bisogna prima chiarirsi le idee.

Cos’è un ritratto?

Il ritratto “formale” e restrittivo è un’inquadratura un po’ più ampia della fototessera, in cui a volte si riescono a vedere anche le mani sul grembo di una persona seduta.
Nei ritratti femminili si tende a comprimere maggiormente i piani con focali più lunghe per far prevalere la ricerca della grazia rispetto all’esaltazione dei caratteri.
Se invece pensiamo più ai contenuti che alla forma, allora la definizione cambia.

Il ritratto rappresenta una fotografia in grado di presentare il soggetto in modo “autentico”.

Non sono fuori dall’accezione del ritratto nemmeno quei ritratti “ambientati” che presentano, ad esempio, un contadino sul proprio trattore in mezzo ad un campo di grano. In ogni caso, il ritratto va inteso con apertura mentale, senza restrizioni o rigidità.

Ci sono diversi modi per interpretare il ritratto.
Alcuni, in forma insolita, prevedono l’uso di grandangolari, anche spinti. Stupefacenti ritratti grandangolari sono stati effettuati da mostri sacri come Sam Haskins e Jeanloup Sieff.

Il grandangolo accentua le prospettive ed esalta gli spazi, così anche un ambiente ristretto può apparire maestoso.

Non vanno sottovalutate le distorsioni e le deformazioni, non sempre sono gradevoli e spesso rimandano a forme da caricatura.

Quali sono le focali grandangolari adatte al ritratto?

  • Focale corta tra 24 mm e 35 mm

Non esiste una regola generale, ma le lunghezze tra 24 e 35 millimetri possono essere usate con soddisfazione in mani esperte.

Questo perché le distorsioni sono importanti e vanno sapute gestire attraverso una sapiente composizione della scena e posizionamento dei soggetti.

  • Focale Standard tra 50 mm e 85 mm

Scegliere una focale standard tra 50 e 85 mm dipende essenzialmente dall’esigenza di ritrarre il soggetto per intero o a mezzo busto.

Soprattutto in interni, dove lo spazio è ridotto e si fa fatica a spostarsi e trovare la giusta inquadratura.
Prediligere focali più lunghe permette di correggere o nascondere nasi e menti sporgenti grazie allo schiacciamento dei piani, pur salvando una certa tridimensionalità. Tra queste focali, non dimentichiamolo, si trovano le ottiche più luminose in assoluto, capaci di arrivare a f/1.4 e oltre. Permettono quindi di approcciarsi in termini di profondità di campo.

Va considerato però che una profondità di campo estremamente ridotta, attorno a f/1.4 per intenderci, non sempre è usabile con soddisfazione e profitto, visto che spesso mettere a fuoco gli occhi rende la punta del naso fuori fuoco; quindi anche qui è fondamentale l’utilizzo della pdc in modo artistico, da mani esperte, capaci di gestirne in modo appropriato la funzione creativa.

Spettacolari per nitidezza e qualità dello sfocato sono i nuovi Sigma e Tamron, senza tralasciare i più costosi modelli di casa Nikon e Canon che hanno fatto la storia del ritratto degli ultimi 20 anni. Anche Sony sta facendo passi da gigante nel campo delle ottiche (oltre che dei sensori e corpi macchina) anche grazie alla sinergia della Zeiss.

  • Focale lunga tra 105 mm e 135 mm

Per le focali più lunghe del medio tele il discorso non cambia, anzi ne viene rafforzato.

Sui 105-135 lo schiacciamento dei piani può portare ad interessanti possibilità creative. Già negli anni trenta artisti del ritratto riuscivano a sfocare lo sfondo rispetto al soggetto in modo talmente netto da sembrare che fossero stati ripresi davanti ad un fondale dipinto!

  • Focali lunghissime tra i 180 mm e i 200 mm

I ritratti con focali superiori sui 180-200 sono poco usati.

Proprio per questo però può diventare interessante, un soggetto a mezzobusto su uno sfondo interamente sfocato. Non è raro, infatti, trovare ritrattisti che effettuano sessioni con un 70-200 con le focali più lunghe. Soprattutto in esterni, dove non ci sono limitazioni di spazio diventa interessante usare focali lunghe sui 200mm poiché si riesce a ridurre molto la pdc e a schiacciare i piani in modo netto. Ultimamente in immagini fine art e di lifestyle questo tipo di focale è molto utilizzata in esterni, non fosse altro per la praticità di usare uno zoom in esterni e della qualità eccelsa di alcuni di essi molto recenti (Nikon e Canon in primis).